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antoniolupi inaugura il nuovo SHOWROOM progettato da Calvi B [..]

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Via Mazzini, 73/75
50050 Stabbia - Cerreto Guidi (FI) - Italy
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Lo showroom antoniolupi raddoppia: gli ampi spazi ripensati da Calvi Brambilla per una presenza importante in una Milano sempre più internazionale.

Al bivio fra due scelte: così Andrea Lupi si rappresenta nel raccontarci il progetto di ampliamento e ridefinizione del suo showroom di Porta Tenaglia. La prima opzione: quella più fisiologica e naturale era il ripensare lo spazio attraverso le risorse creative e progettuali interne all'Azienda. La seconda opzione: portare fuori dall'Azienda il progetto ed affidarlo a professionisti.

La scelta di un imprenditore
Andrea Lupi ha scelto questa seconda opzione, affidando l'incarico a Fabio Calvi e Paolo Brambilla, professionisti della progettazione ed interior attivi sulla scena del design e della moda dal 2006.
Una scelta che Andrea Lupi definisce 'illuminata' in senso duplice: per l'approccio con cui lo studio si è accostato alla richiesta di collaborazione e per la direzione in cui la stessa si è sviluppata.


“Non hai bisogno di noi”
“Non hai bisogno di noi” è satata la prima reazione di Fabio e Paolo durante il primo sopralluogo presso gli spazi espositivi di Milano e di Stabbia, ma la volontà dell’antoniolupi era quella di andare 'oltre' alla consuetudine e di sondare un territorio diverso.

Concentrandosi sulla particolare conformazione dello spazio, il piano terra di una elegante torre progettata anni '50 dagli architetti Baselli e Portaluppi, gli architetti hanno deciso di lavorare sulla scatola architettonica dello showroom. Lo spazio che si sviluppa soprattutto in lunghezza evoca la sequenza di tante sale da bagno che l'una dopo l'altra, si offrono allo sguardo per essere ammirate, anche dall'esterno delle quattordici vetrine a tutta altezza.

Il nuovo soffitto, costituito da volte architettoniche volutamente irregolari e 'appese' al fondo scuro, regala profondità a tutto lo showroom. Volutamente gli archi non coincidono né con gli spazi né con le vetrine. Un gesto di libertà rispetto a certe simmetrie spaziali.

Il progetto nasce da una attenta osservazione dei lavori dei grandi maestri: in questo caso l’ispirazione è venuta dai bagni Kılıç Ali Paşa costruiti nel 1577 da Mimar Sinān, architetto ottomano contemporaneo di Michelangelo e Palladio. Questo hamam fa parte dell'imponente complesso della Moschea del Sultano Solimano, detto Il Magnifico. Un luogo progettato secoli fa dove poter ritemprare il corpo e lo spirito in un contesto di bellezza peculiare e che col tempo è diventato anche luogo di socialità, perfetto per incontrarsi, per concludere affari e stringere alleanze.

In questo, come in molti bagni turchi, c’è una netta distinzione tra la porzione inferiore, dedicata alle vasche e alle fontane per le abluzioni, e la porzione superiore, composta da grandi volte e cupole piene di luce: allo stesso modo, in questo showroom dedicato al bagno l’attenzione dei progettisti si è concentrata sulla parte superiore dell’architettura, lasciando maggiore libertà di esposizione al livello del pavimento, dove i prodotti sono contestualizzati.

Tradizionalmente negli hammam, il marmo è preponderante nella parte bassa, dove ci si bagna, e nelle piattaforme dove si ricevono massaggi e trattamenti, mentre nella parte alta lo spazio si sviluppa attraverso le grandi volte animate dai giochi di luce che attirano lo sguardo mentre, sotto, si sta nel bagno turco. Una esperienza totalizzante in cui la fisicità si riunisce con la spiritualità e con la visione della bellezza.


Calvi Brambilla si concentrano sulla parte alta dello spazio
Partendo da questo concept e dalla considerazione che i prodotti antoniolupi si collocano al livello uomo, l’intervento di Calvi Brambilla si è concentrato sulla parte alta dello spazio, sui soffitti. Il soffitto 'doveva' donare al progetto una completezza.
Tuttavia non mancano nel progetto richiami ad autori del Moderno, da Johnson a Kahn, che hanno lavorato, soprattutto nelle architetture dei musei, sull'architettura dei soffitti, in contrapposizione alle opere esposte.

I dettagli dell’allestimento
Lo spazio, che con questo ampliamento supera  i 500 mq, si distingue per la semplicità degli elementi strutturali e delle finiture. Scelta mirata a non creare effetti di disturbo sui prodotti e sulla loro contestualizzazione. La preferenza è stata accordata a finiture sobrie, per permettere un fondo continuo e neutro, una sorta di base su cui lavorare con i prodotti e l’allestimento.

Connotazione forte
Calvi Brambilla hanno voluto, in accordo con Andrea Lupi, dare allo show room una connotazione forte, senza però che l'attenzione fosse distolta dai prodotti e dalla sequenza scenografica in cui sono presentati.
La scatola dello spazio è delimitata da pareti rifinite con intonaci cementizi a grossa grana, molto irregolare, utilizzata da circa due millenni negli edifici di Milano e tipica dell’architettura milanese.

A terra è stata usata una pietra locale che si chiama CEPPO di Grè, una breccia grigio-azzurra a grana irregolare, utilizzata da circa due millenni negli edifici di Milano e tipica dell'architettura milanese.
Elemento di morbidezza è invece la scala lignea che segna il passaggio al livello inferiore dello show room dove si sviluppa uno work space ed una seconda area dedicata alla linea dei soffioni.


Allestimento e set up dei prodotti: Paola PASTORINI