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Casalgrande Padana firma la sede delle Nazioni Unite a Ginev [..]

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Casalgrande Padana S.p.A.
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L’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra è, dopo il Palazzo di vetri di New York, il più ampio ed importante centro operativo internazionale delle Nazioni Unite e costituisce, insieme agli uffici di Vienna e Nairobi, la rete di uffici centrali delle Nazioni Unite; principale sede in Europa, ospita tra l’altro il Consiglio dei Diritti dell'Uomo dell'ONU, nonché l'Alto Commissariato dell'ONU per i Diritti Umani.

La generosa donazione dello stato del Qatar ha permesso il completo rinnovamento della Sala XIX delle Nazioni Unite a Ginevra che con i suoi 4.000 metri quadrati, una capacità di 800 posti e 320 scrivanie per i delegati degli Stati, è la più grande sala dedicata alle assemblee plenarie, la cui progettazione è stata affidata allo studio PEIA che, grazie alla stretta collaborazione e al lavoro di ricerca instaurati da diversi anni con Casalgrande Padana, hanno permesso di sperimentare, innovare e creare, con lastre in gres porcellanato, nuovi disegni, effetti visivi, modalità di taglio e posa con espliciti e coerenti riferimenti agli elementi principali della sala e dell’edificio dell’ONU, contribuendo a donare unicità a questo progetto; le lastre in gres porcellanato di grandi dimensioni nel colore MarteThassos posate con fughe ridotte al minimo, creano l’illusione di una superficie continua, mentre i rivestimenti nel colore Travertino Bianco si ispirano a quelli delle architetture storiche dell’ONU di Ginevra e richiamano alla mente i bassorilievi e i reperti archeologici; alcuni pavimenti sono composti dai colori Pietra del Cardoso e Zinco Titano, alternando superfici lucide ed opache, altri sono invece stati trattati a mosaico con variazioni cromatiche random che riprendono il tema della maglia triangolare della Grande “Duna invertita” in legno che caratterizza la grande volta della Sala.

La ricchezza delle geometrie e dei pattern tipici della cultura araba, è stata reinterpretata in modo contemporaneo attraverso elementi geometrici simbolici: la matrice del triangolo e del cerchio si trovano nei pattern (musharabie) che fanno parte dell’iconografia e dell’identità specifica del Qatar e allo stesso tempo sono un chiaro riferimento simbolico al dialogo; l’utilizzo di lastre in gres porcellanato tagliate a triangolo, la dimensione della fuga a volte zero sulle grandi lastre per sembrare lapidee e le pareti rivestite con specchi, contribuiscono a creare effetti visivi di superfici continue in armonia con l’elegante matericità dei legni, dei bronzi e delle superfici bianche.

Il design architettonico della Sala XIX, attraverso il suo disegno circolare concentrico e radiale che esemplifica il concetto di uguaglianza, riflette gli ideali delle Nazioni Unite: invece di tanti banchi con raggi diversi, è stato progettato un singolo modulo aggregabile agli altri, al fine di promuovere l’individualità e l’identità delle nazioni e contemporaneamente esprimere la forza dell’unione come unico corpo per risolvere insieme i problemi del mondo. La duna (il soffitto a volta) e il cielo (le nazioni) sono concettualmente invertiti in posizione capovolta: nell’immaginario collettivo la duna rappresenta un fenomeno naturale unico e pieno di fascino, dove le linee cambiano e si adattano in base al movimento del vento, creando sul terreno desertico, un meandro di mutevoli profili; celebrare la duna significa celebrare l’evoluzione, la storia, le tradizioni, la cultura e allo stesso tempo rappresenta una sfida per guidare i cambiamenti necessari per migliorare il nostro futuro preservandone l’ambiente.

Nella Sala XIX, detta anche Sala del Qatar, per massimizzare il comfort per i delegati delle nazioni Unite durante le lunghe sessioni di riunione, attraverso l’installazione di un innovativo sistema di illuminazione circadiano che enfatizza l’irregolarità scultorea del soffitto, vengono utilizzati diversi scenari di illuminazione che imitano il sorgere e il tramontare del sole; inoltre, per introdurre un’altra fonte di luce confortevole, una piacevole vista, ma anche per rammentare le emergenze ambientali del pianeta, è stato introdotto un sistema di apertura automatico e motorizzato, per offrire una vista sul Parco, sul Lago di Ginevra e verso il maestoso massiccio del Monte Bianco. La sala è inoltre dotata della più avanzata tecnologia tra cui: telecamere motorizzate ad alta definizione e un nuovo sofisticato sistema di trasmissione, 10 cabine di traduzione simultanea, una cabina dedicata agli interpreti della lingua dei segni, 400 monitor audio e video ad alta definizione migliorati da un sistema di luci all’avanguardia ed elevate prestazioni acustiche grazie all’aiuto di un software parametrico.

Così come avvenne per il progetto Torre Kempinski Residence and Suites a Doha e per il Westin Resort Miriandhoo alle Maldive, l’attenzione ai dettagli, la determinazione per riuscire a rielaborare e adattare i materiali alla pragmatica invenzione del progettista mantenendo sempre alti gli standard qualitativi, sono state le motivazioni che hanno portato l’architetto Giampiero Peia a scegliere di affidarsi a Casalgrande Padana anche nella progettazione di un luogo così simbolico, dove passato, presente e futuro si intrecciano in un flusso continuo e sovranazionale, ricordandoci le emergenze che dobbiamo affrontare osando e vincendo la sfida verso un vero progresso per i popoli e la salvezza del pianeta.