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RI_progettiamo_CI - Marioni: "come siamo reattivi al cambiam [..]

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Marioni s.r.l. - Via G.Giusti 199, 50041 Calenzano Firenze Italy  
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Torniamo a parlare di PMI, affrontando la nostra riflessione circa la necessità di ripensare business e comunicazione con Simone Marioni, Amministratore Unico di Marioni srl, azienda che da oltre 50 anni produce linee di complementi d'arredo per la casa, con attenzione particolare agli abbinamenti cromatici, alle finiture ed ai decori. Attraverso la lavorazione e la combinazione di materiali come la ceramica, vetro, metallo, legno e pelle, l’azienda realizza progetti esclusivi dove ogni oggetto è legato alla creatività di ogni singolo dettaglio e alla manualità di esecuzione.

- Che cosa significa per te avere coraggio in ambito lavorativo?

Oggi avere coraggio nel nostro lavoro, alla luce di quanto sta accadendo con il Covid-19, è a mio avviso prendersi la responsabilità di portare avanti i progetti già pianificati, con la piena consapevolezza che lo scenario che si prospetterà alla riapertura delle aziende sarà completamente diverso dal precedente.

Il Made in Italy, dovrà avere la forza di rilanciarsi sui mercati internazionali con attività differenti ed innovative, dove la creatività, innata nelle nostre aziende, farà la differenza. Come imprenditore sento l’obbligo di continuare sulla strada dell’eccellenza e della qualità che ha sempre contraddistinto le nostre collezioni, che però dovranno tener conto delle mutate condizioni. Quindi immagino che andranno reimpostate le strategie interne e non mirare ad incrementi del fatturato ma alla fidelizzazione della clientela già acquisita. L’annullamento del Salone del Mobile di Milano per quest’anno ed il suo spostamento al 2021 avrà sicuramente ricadute negative sul settore, venendo a mancare l’appuntamento più importante al mondo. Da qui anche l’esigenza di trovare forme alternative di incontro con i professionisti ed in questo senso il mondo digitale, con i Webminar e le presentazioni virtuali, può esserci d’aiuto.

- 3 aggettivi con cui descriveresti lo smart working

Smartworking è forse uno dei termini più utilizzati nelle attuali campagne informative delle aziende nelle quali è stata sospesa la regolare attività lavorativa per l’emergenza Coronavirus. Tutti si sono lanciati nella condivisione di documenti, cataloghi, listini, ecc. ma poche sono le imprese che avevano testato ed ottimizzato il sistema per godere appieno dei vantaggi di questa funzione. La tecnologia in questo frangente ci ha permesso di non farci sentire lontano dal posto di lavoro abituale. Direi quindi che uno degli aggettivi che calza a pennello è necessario perché permette di risolvere da remoto questioni che implicherebbero lo spostamento delle persone, cosa assolutamente da evitare oggi. Inoltre è democratico in quanto limita le gerarchie, annulla le distanze e facilita le relazioni tra collaboratori. Un terzo aggettivo che mi sembra calzante è sociale, garantisce infatti un’organizzazione dinamica delle attività, elimina la rigidità dell’orario di ufficio, permettendo di offrire alla clientela tempi di risposta spalmati nell’arco dell’intera giornata ed amplia le possibilità di estendere ad un numero maggiore di clienti il servizio pre e post-vendita.

- Cosa porterai nel futuro di questa esperienza legata al COVID 19?

Mi auguro che l’emergenza termini al più presto ma credo che tutti usciremo profondamente cambiati da questa tremenda esperienza. L’attenzione alla salute delle persone diverrà un fattore fondamentale, prioritario e quindi anche l’impegno delle nostre aziende per il rispetto delle normative nell’ambiente di lavoro dovrà essere incrementato ed incentivato, riducendo i rischi delle malattie professionali ed investendo in prevenzione. L’Italia sta rispondendo ottimamente sul piano umano, mentre si nota qualche problema su quello organizzativo, dovuto molto spesso ad una eccessiva burocratizzazione del sistema. La mia preoccupazione maggiore è nella ripresa economica, che dovrà essere gestita al meglio e sorretta da un’iniezione di consistenti risorse economiche pubbliche per evitare una crisi irreversibile.

Le PMI italiane sono dotate di grandi capacità reattive sui processi di riconversione, hanno forte creatività ma spesso sono sottocapitalizzate ed un blocco dell’attività produttiva per troppe settimane può, in alcuni casi, determinarne il tracollo. Sono certo che ne verremo fuori, rafforzati dal sostegno delle nostre famiglie che, in questi giorni di forzato riposo casalingo, abbiamo imparato ad amare ed apprezzare più di prima. Un grande in bocca al lupo a tutti e viva l’Italia!