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RI_progettiamo_CI - Massimo Rosati: "come siamo reattivi al [..]

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Oggi affrontiamo il nostro ormai quotidiano talk sulla necessità di business e comunicazione di digitalizzarsi, ovvero riprogettarsi a seguito dei grandi cambiamenti che le tecnologie più raffinate hanno portato nel quotidiano di ognuno di noi e che questa situazione di emergenza mondiale ha velocizzato, con Massimo Rosati, Architetto, Giornalista e Design Manager, founder del blog Designstreet.it
Dopo la laurea in Architettura e un master in Business Communication, lavora in una delle più grandi agenzie internazionali di pubblicità. Giornalista Professionista, ha collaborato con i maggiori editori italiani (Condé Nast, RCS, Mondadori, Sole 24 ore) ed ha lavorato per oltre 20 anni in diverse redazioni come Caporedattore, Direttore Responsabile e Direttore Editoriale. Per 15 anni ha diretto lo storico mensile di interior design La Mia Casa, fondato nel 1968.

Nel 2011 fonda Design Street, considerato oggi uno dei blog italiani più autorevoli nel settore design. La sua social community supera gli 80.000 follower e nel 2017, Design Street viene nominato Best Design Media da una giuria internazionale.
Inoltre è Art Director di ZAVA, brand italiano di illuminazione di design e di INDAKOLAB, azienda specializzata nella progettazione di arredi e complementi di alto artigianato. Ha lavorato come director per Milano Good Design, network di Federmobili che riunisce i più importantishowroom di arredamento di Milano, e per diversi brand italiani B2B e B2C dei settori bagno, arredamento e ufficio. Dal 2016 è Senior Strategic Consultant del Centro Estero per l’internazionalizzazione della Regione Piemonte.

- Che cosa significa per te avere coraggio in ambito lavorativo?

Quando nel 2011, in seguito alla crisi dell’editoria, ha chiuso la rivista La Mia Casa,il mensile di interior design che dirigevo da 15 anni, per me è stato un duro colpo. Perdere un lavoro a quasi 50 anni non è facile, tanto più se fai un lavoro che ami.
Allora ho fatto appello a tutto il mio coraggio e sono ripartito con una nuova professione. Anzi, due: il consulente strategico e il blogger. Due lavori che ho scelto pensando proprio ai grandi cambiamenti del settore e, soprattutto, che mettono insieme le mie più grandi passioni: il giornalismo, la comunicazione e il design. Un (doppio) lavoro che oggi mi dà enormi soddisfazioni. Questo per me significa affrontare il lavoro (e la vita) con coraggio.

Il coraggio è fatto di vari ingredienti: la mia personale ricetta ne unisce tre: creatività, passione e determinazione. La creatività ti fa vedere le cose con uno sguardo diverso e ti suggerisce scenari nuovi. La passione ti guida e la determinazione ti permette di raggiungere l’obiettivo, rialzandoti ogni volta che cadi.

- Quando l’emergenza virus sarà finita hai già pensato a come ridare forza e visibilità al tuo brand e alla tua attività?

Mi ritengo fortunato perché sono convinto che il lavoro che ho scelto, sia quello di giornalista web sia quello di consulente, non risentirà di questa crisi… anzi. Lo penso per 2 ragioni.

  1. Oggi si è finalmente capita l’importanza del web, che in questo periodo di isolamento è rimasto l’unica certezza, l’unico modo di lavorare, di comunicare, di relazionarsi con gli altri. Credo che anche un settore ancora molto immaturo (digitalmente parlando) come quello del design, abbia finalmente compreso le potenzialità strategiche del web. Penso di essere stato uno dei primi giornalisti del settore a capirne l’importanza quando, quasi 10 anni fa, ho fondato il blog designstreet.it. All’inizio il web veniva considerato da tutti il “parente povero” della comunicazione. Ma sono convinto che oggi si sia imparata la lezione. E la crescita di Design Street in questo periodo lo dimostra ampiamente.

  2. Come consulente strategico, supporto le aziende come un “coach”. Le aiuto a essere più competitive in un mercato sempre più complesso, globale e aggressivo, puntando sul brand, sul design e sulla comunicazione. Leve strategiche che a mio avviso saranno ancora più importanti dopo la crisi. Sono convinto che questa emergenza porterà molte aziende a ripensare alle loro strategie.

- Cosa porterai nel futuro di questa esperienza legata al COVID 19?

Dal punto di vista professionale, in questo periodo ho approfittato per esplorare nuovi modi di lavorare; un po’ per necessità e un po’ per curiosità. Per esempio, ho iniziato a fare consulenza e formazione a distanza, sia con le aziende, sia con i miei studenti del Master in Innovation Design Management. Questo è un aspetto del mio lavoro che non avevo considerato abbastanza e che farò crescere in futuro.

Dal punto di vista personale, ho operato una piccola rivoluzione nella mia scala dei valori. Ho capito quali far salire e quali riposizionare più in basso. Questo vale sia per le persone, sia per le abitudini, sia per le “cose”. Ho capito che voglio “viaggiare leggero” e che devo lasciarmi alle spalle tutte le zavorre, reali o mentali. E lo sto già facendo!

ww.massimorosati.it
www.designstreet.it